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In questo fine settimana – dal 29 novembre al 2 dicembre – si tiene a Doha la Conferenza internazionale sulla Finanza per lo sviluppo, con la partecipazione prevista di oltre quaranta capi di Stato e di governo, di ministri e rappresentanti delle agenzie di sviluppo e delle Nazioni Unite. L’argomento è spinoso: si vuole verificare, a partire da sei tavoli di confronto, l’efficacia di tutte le iniziative di finanziamento finalizzate alla cooperazione internazionale e alla lotta alla povertà nel Pianeta. Tutto questo in un contesto di una profonda crisi del sistema economico e finanziario mondiale. Ma coloro che hanno prodotto la crisi, cioè le grandi istituzioni finanziarie che hanno governato la globalizzazione, non possono essere gli stessi che troveranno una soluzione!E' per questo che questo che domani, dal controvertice di Doha, viene lanciata “Help local trade”, la nuova coalizione che vede insieme Centro internazionale Crocevia, M.A.I.S., Mani Tese, Servizio Civile Internazionale, Campagna per la riforma della Banca Mondiale, Fair e FairWatch, nata sull'idea che il libero commercio non rappresenti di per se' la panacea per tutti i problemi economici e sociali, soprattutto nei Paesi più poveri, e che anzi esso sia all’origine di parte degli squilibri globali attuali.Con il primo Policy paper, da domani online nella sezione "Policy paper", a partire da esperienze pilota come quelle delle economie solidali, del commercio equo e della finanza etica, raccontiamo quanti fondi vengono destinati ogni anno agli Aiuti al commercio, a che cosa servono, se servono davvero e le nostre proposte perché non finiscano in fumo (o nelle tasche dei “soliti noti”).

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