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E’ dagli anni Cinquanta che il commercio viene considerato come un elemento centrale per le strategie di lotta alla povertà e di diffusione del benessere. Lo scambio e poi il commercio nascono con le società umane. Poi arriva il mercato e ma per guadagnare spazio al suo interno oggi bisogna saper utilizzare al meglio le dinamiche e saper corrispondere alle sempre diverse esigenze della domanda e dell’offerta, crescendo nella specializzazione e nell’innovazione tecnologica. Delle vere e proprie sfide per i piccoli produttori che pure costituiscono a tutt’oggi la massa critica degli approvvigionamenti dei mercati locali e regionali, ma anche di più ampia scala.
Nel 2001 i Paesi membri dell'Organizzazione Mondiale del Commercio ( WTO) hanno rilanciato a Doha i negoziati per le liberalizzazioni commerciali con il nome di Development Round, e cioè ciclo negoziale per lo sviluppo. Oggi che il commercio globale rallenta la sua corsa, e siamo in piena crisi finanziaria commerciale globale, i principali Paesi donatori si incontrano nuovamente a Doha nella Conferenza sulla Finanza per lo sviluppo, per verificare e rilanciare le politiche di aiuti internazionali. L'obiettivo è anche quello di individuare strumenti di finanza internazionale che servano per attutire gli impatti più duri della competizione globale e della instabilità dei mercati.
Gli aiuti non possono fare miracoli, sostituendosi all’iniziativa politica locale, nazionale e internazionale: stiamo parlando di 3 centesimi di dollaro al giorno per ciascuno dei 3 miliardi di poveri del pianeta. Ma si potrebbe usarli molto meglio, tenendo conto di sensibilità ed efficacia di esperienze e concetti come il consumo critico, il commercio equo e solidale, le filiere corte, il biologico, i gruppi d’acquisto, la sovranità alimentare, i farmer markets. L’Italia, che in questi settori ha una lunga e approfondita esperienza, potrebbe giocare un ruolo importante in questa direzione.
Con questo primo Policy Paper la Coalizione Help Local Trade analizza gli strumenti specifici con i quali i Paesi donatori stanno sostenendo il commercio come volano per lo sviluppo - e in particolare i fondi destinati all' Aid for Trade o Aiuti al Commercio - offrendo alcune indicazioni, a partire dall'esperienza sul campo delle organizzazioni delle economie solidali e del commercio equo, su come verificarne e aumentarne l'efficacia.
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