Lamy: cari Paesi membri adesso tocca a voi. La commissaria al commercio Ue, Ashton: “stiamo andando PDF Stampa E-mail

“Il 2009 salirà alla storia come un anno di grande insicurezza globale. Milioni di cittadini hanno perso il loro lavoro. Molti di più hanno perduto i loro risparmi e molti dei risultati di sviluppo raggiunti sono stati vanificati. Ma allo stesso tempo abbiamo visto le nazioni unirsi come mai accaduto in precedenza. Il mondo unito per trovare le soluzioni alla crisi economica globale”. Con queste parole il direttore generale della WTO, Pascal Lamy, ha iniziato il suo discorso inaugurale della settima conferenza ministeriale.

“Tutti condividete l’opinione che il commercio possa contribuire allo sviluppo sostenibile in un ampio senso. Esso può generare crescita, che può aiutare a creare nuovi posti di lavoro ed il commercio può essere un potente strumento che i Paesi in via di sviluppo possiedono per combattere la povertà” ha proseguito il direttore generale.

Sempre secondo Lamy, “la WTO può essere un importante piattaforma per la ripresa dell’economia. […] Per questo motivo abbiamo lavorato alacremente con altre istituzioni per rilanciare il commercio attraverso il credito in una situazione di crisi di liquidità soprattutto per i Paesi in via di sviluppo”.

“Ma – ha proseguito Lamy – il commercio di per sé non è una bacchetta magica. Affinché esso funzioni deve essere radicato in un terreno solido di politiche nazionali che permettano di realizzare il suo potenziale”.
“Il momento della verità si avrà quando dovrete decidere se l’obiettivo di chiudere il negoziato nel 2010 può essere raggiunto […]. Tutti i leader politici sono unanimi nel voler concludere l’accordo per quella data – ha proseguito il direttore della WTO – ma riaffermarlo non è sufficiente. Adesso c’è bisogno di azioni concrete per risolvere i problemi che rimangono”.

Al discorso di Lamy sono seguiti quelli degli altri Paesi e rappresentanti di organizzazioni internazionali.
La commissaria al commercio uscente, Catherine Ashton , nel suo ultimo discorso alla WTO ha sottolineato come la crisi abbia colpito il commercio, ma che le tendenza protezioniste, anche nei Paesi del G20, sono state contenute. Nonostante ciò, ha proseguito la Ashton, dobbiamo riesaminare le misure protezioniste adottate e discutere rispetto a quelle definite “buy local provision”, ovvero misure che sostengo la spesa pubblica all’interno dell’economia nazionale come il recente “Buy American”.
Qualche parolina la commissaria l’ha spesa anche in favore dei Paesi poveri, non certo affermando le asimmetrie esistenti negli accordi della WTO e nelle proposte negoziali del Doha Round, ma confermando l’impegno dell’Europa negli aiuti al commercio. Rispetto ai negoziati in corso, la Ashton ha sottolineato che si sta andando troppo lentamente per sperare di concludere il negoziato entro il 2010.